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20100125

AFGHAN WHIGS. Black Love

Vista da fuori questa notte è sporca. Arrugginita, vecchia, lurida. Dentro è pulita, luccica di semafori, dei fari delle auto, di frecce e freni, di lampioni che si inerpicano fino al nero del cielo.
La pioggia sui neon. Gocce che scivolano lentamente si fanno colore. L'insegna di un ristorante che sembra prendere vita. All'interno di una stanza due corpi si nascondono tra le lenzuola. E' quello che serve per ritrovarsi. Loro sono lì per quello. Per superare tutta questa pioggia e tutta questa notte.

Balthazar Smith

20090921

AFGHAN WHIGS: GENTLEMAN

Quando una copertina e un titolo vanno di pari passo state pur certi che non uscirà fuori un brutto disco. Struggenti, malinconici, aggressivi, taglienti, riescono a suonare come dei bambini che hanno già visto più di quello che avrebbero dovuto vedere, e per questo ogni singola nota suona incredibilmente pura nella sua totale corruzione. Le parrucche afghane, uno dei più importanti gruppi americani degli anni novanta, sono capaci di scrivere un pezzo rock e farlo diventare soul, di scrivere un pezzo soul e farlo diventare funk, e di scrivere un pezzo funk e farlo diventare rock, e quindi sono un pò tutte queste cose insieme. Lo sguardo di un bambino intrappolato in un corpo di un adulto. Un vero gentleman.

Balthazar Smith

-----> L I N K <-----

20090630

AFGHAN WHIGS: CONGREGATION

Ma quanto sono importanti le copertine dei dischi? Questa è la domanda, mentre la risposta può variare. A volte da una foto, un disegno, una scritta puoi capire addirittura il genere, soprattutto per quei dischi che sono smaccatamente modelli di uno stile, di un immaginario artistico, e così riusciamo a capire senza nemmeno aver ascoltato il disco che tipo di musica è.
Penso ad esempio a quelli metal, con croci rovesciate, demoni, sangue e colori scuri. Dovrebbero spaventare o far pensare a qualcosa di trasgressivo e diabolico, quasi mai ci riescono secondo me. Ma pure nell'ambito dell'hip hop (in particolare quello della west coast) ormai i luoghi comuni nell'iconografia si sprecano. E' un pò meno valido questo discorso per quanto riguarda l'indie, dove c'è una discreta varietà, anche se di certo non appaiono mai cose sanguinolente o scritte color metallo. Paradossalmente però proprio perchè non ha dei canoni molto determinati, indoviniamo lo stesso che è un disco indie. Insomma, forse le abbiamo viste tutte.
Nel caso di questo disco degli Afghan Whigs potrebbe essere pure un disco di hip hop, stile native tongues (vedi A tribe called quest, Jungle bros), ma anche un disco di house alla Osunlade (ce la vedrei bene su un suo album questa foto, con quel sapore africano). Non un disco folk, e nemmeno un disco di techno credo.
E allora, cos'è? Ma come, non ci siete ancora arrivati? Tra tutte queste etichette e rimandi, vi siete persi?
E' un disco d'amore.

Balthazar Smith

-----> L I N K <-----