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20110619

| J O S É G O N Z A L E Z | IN OUR NATURE |

Arrivo nella tua camera e mi sembra di non aver mai incontrato un luogo così vuoto e pieno. In questo spazio c'è la possibilità di essere felici, ma anche di rovinare tutto. Pensando a tutte le altre stanze dove sono stato, qui è tutto così coerente.
Sono fermo in mezzo alla stanza, la mia testa è perpendicolare al lampadario. Tra le mani la caramella che mi hai appena regalato, e io che sono indeciso se scartarla oppure no. Io sono stato sempre una persona golosa, non ho pazienza. Non esistono i golosi che aspettano, se sanno, vedono e sentono vogliono tutto subito. E io questa carta la scarto, e il dolce me lo metto in bocca. Come un pezzo di plastica rimbalza tra i denti, e intanto aspetto. Aspetto che questa camera diventi quella cosa che tutti vogliamo poter dire almeno una volta: quanti bei ricordi qui dentro. Lascio cadere la carta per terra. Non mi importa se sporco o se sono maleducato. Posso salvare tutto di questo posto ma non c'è nulla che mi ricorderò. E' il tuo luogo, ma non potrà mai essere il mio. Non ho abbastanza rispetto per entrambe le cose e mai potrò averne. Il rispetto non appartiene ai golosi, noi vogliamo sentire il gusto immediatamente, vogliamo mangiare in fretta e dimenticarcelo il più presto possibile per poi riprendere a mangiare. Non ce lo ricordiamo. E io non mi ricorderò il sapore di qui.

Balthazar Smith

| L I N K |

20100427

J o s è G o n z a l e z. VENEER

Dovevo lasciare andare tutto. Le guerre, i discorsi, la politica, lo sport, la musica, l'arte, i baci, singhiozzi, le cose che avevo scritto, le cose che avevo letto. Le foto e i film. Dovevo partire e non portare nulla con me. Prendere un treno, una macchina, una bicicletta e andare via. Era primavera, ma volevo tornare all'inverno. Era inverno e volevo tornare in primavera. Cercavo di spostare le lancette, ma non seguivano il mio dito, la mia direzione.

Il problema di un disco come questo è che ora è aprile, e mi suona esattamente come a dicembre, e allo stesso tempo è tutto il contrario. C'è quell'accoglienza che nei mesi freddi è rifugio, e ora è una sponda di un fiume con gli alberi in fiore. Vivere con un maglione in meno, e una coperta a portata di mano, lasciando scorrere tutto e magari dimenticare il calendario.

Balthazar Smith