20090207

BON IVER: FOR EMMA, FOREVER AGO


Non so che dire. Nel senso. Tra un mese e mezzo la neve dovrebbe sciogliersi, l'inverno sparire e le giornate allungarsi piacevolmente. Questo è un bene. Potrò riprendere a correre. Ma non è questo quello che conta veramente. La cosa importante è capire se mi piacerà ancora così tanto questo disco, anche con le temperature primaverili e poi estive. Mi spiego meglio.
Ho la tendenza a associare i suoni alle stagioni, al clima e scendendo più nello specifico alle condizioni meteo delle singole giornate. A esempio non potrei mai ascoltare elettronica cerebrale (sì, chiamatela IDM) in una assolata giornata di luglio, ma di sicuro ascolterei un bel disco di elettronica colorata, soul, latineggiante in quel periodo. Però in una giornata piovosa estiva potrei anche comportarmi al contrario. Diciamo che controllo le previsioni tutti i giorni per due motivi: per sapere se posso andare a correre e quale musica ascoltare. Scherzo, ma non troppo.
Bon Iver, storpiato, significa buon inverno in francese. Capirete quindi che sentirlo ora è un gioco da ragazzi, niente di più facile per le mie orecchie metereopatiche. Ma a ferragosto? Sarò ancora lì a ammirare questa chitarra con le corde piene di neve e di rami secchi? Non ho una risposta, ma in qualche notte estiva potrebbe fare capolino. Potrebbe.
Un uomo, il suo cuore spezzato, una chitarra acustica, una voce un pò younghiana, una casa sperduta nella provincia americana, tra i boschi del Wisconsin. Che cazzo c'è nel Wisconsin?
Giuro, non lo so. Ma so che in quel posto sto signore che storpia le parole francesi ha trovato un modo per esorcizzare le sue cicatrici, per purificarsi, grazie alla musica, alla natura e credetemi tutto questo si sente. Tutto. Se ascoltate bene troverete anche il rumore di un ramo spezzato dalla neve. O il rumore della luna di ferragosto.

Bastian Smith

-----> L I N K <-----

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